Sollecito, diffida richiesta di cittadinanza

Diniego della cittadinanza italiana

Il diniego della cittadinanza è una comunicazione che viene inviata dal Ministero dell’Interno al richiedente a mezzo raccomandata con la quale si avverte la persona che ha richiesto la cittadinanza che tale richiesta verrà respinta, in quanto carente dei requisiti necessari.

Tuttavia, assieme alla raccomandata si offre all’interessato la possibilità di presentare una memoria o alcuni documenti che possano invece comprovare che l’amministrazione si è sbagliata, e che quei requisiti esistono il termine è entro 10 giorni. Oppure, nell’ipotesi in cui l’interessato si sia dimenticato di allegare quei documenti, questa è l’ultima occasione per farlo e per tentare di far accettare la proposta.

I nostri avvocati possono offrirti assistenza in caso di preavviso di diniego e in caso di diniego definitivo della cittadinanza.

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Quali sono i motivi di diniego della cittadinanza?

La domanda di cittadinanza italiana solitamente è rifiutata per 3 motivazioni:

  • diniego cittadinanza italiana per precedenti penali: se il richiedente ha dei precedenti di natura penale, che fanno desumere all’amministrazione che il soggetto non sia integrato nella comunità nazionale.
  • diniego cittadinanza italiana per discontinuità di residenza: se il richiedente non ha totalizzato i dieci anni senza interruzione come residente (certificato all’anagrafe) sul territorio nazionale.
  • diniego cittadinanza italiana per insufficienza di reddito: se il Ministero dell’Interno rileva che il richiedente non ha redditi congrui per mantenersi.

Il termine per preparare la memoria difensiva, come detto, è molto stretto: 10 giorni.

Per questo, l’interessato non appena scopre sul sito ministeriale la dicitura “inviato preavviso di diniego” dovrà immediatamente contattare i nostri avvocati esperti in diritto dell’immigrazione per predisporre in tempi rapidi la memoria più opportuna.

Cosa può fare un cittadino straniero in caso di diniego della cittadinanza

Se hai ricevuto un preavviso di diniego rivolgiti immediatamente ai nostri avvocati!  Potremo aiutarti a:

  • esaminare i motivi del diniego;
  • esaminare i documenti allegati alla domanda;
  • recuperare eventuali documenti mancanti o non aggiornati;
  • rispondere al preavviso di rigetto nei tempi e nei modi opportuni.

Diniego della cittadinanza: il ricorso al TAR

Se il richiedente non presenta la memoria nel termine previsto, o se la presenta, ma non viene accolta, il preavviso di diniego di cittadinanza viene confermato e convertito in provvedimento definitivo di diniego della cittadinanza.

In questo caso il ricorso al TAR del Lazio è l’unico rimedio esperibile.

Per poter effettuare il ricorso, non devono assolutamente essere passati più di 60 giorni di seguito (e non lavorativi) dalla pubblicazione dell’atto che si intende impugnare. Allo scadere dei suddetti 60 giorni, l’atto di ricorso deve già essere stato depositato e le parti in causa devono essere già state avvisate a mezzo notifica.

Successivamente, le parti in causa, devono provvedere a depositare presso il Tribunale, gli atti di causa che ritengono idonei e fondamentali per l’indagine amministrativa, e verrà chiesto un provvedimento cautelare di sospensione degli atti, la “sospensiva”, ovvero un’ordinanza del TAR con valore temporale, non definitivo, con cui saranno sospesi temporaneamente gli atti impugnati. In questo modo l’ordinanza sarà “congelata” fino al momento della sentenza.

Il TAR a questo punto analizzerà i documenti depositati dalle parti, ed eventualmente potrà richiedere approfondimenti ulteriori.

Alla fine del procedimento, il TAR emanerà una sentenza motivata con cui accoglierà il ricorso, se fondato, o respingerà il ricorso, se infondato. Tale provvedimento è da considerarsi definitivo e non potrà essere impugnato successivamente.

Puoi rivolgerti ai nostri avvocati anche per proporre ricorso al TAR, tuttavia i tempi dei ricorsi in materia di diniego della cittadinanza sono lunghissimi (fino a 6 anni), per cui è consigliabile che l’interessato si tuteli anticipatamente, risparmiando tempo e denaro, replicando tempestivamente al preavviso di diniego.

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Sollecito, diffida richiesta di cittadinanza

Sollecito e diffida della richiesta di cittadinanza italiana

Come può un cittadino straniero velocizzare i tempi di attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana?

Per effetto del decreto Sicurezza (decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con legge 1 dicembre 2018, n. 132), il termine del procedimento di concessione della cittadinanza è stato elevato da 24 a 48 mesi. Pertanto, se già prima dell’entrata in vigore del decreto Sicurezza il Ministero dell’Interno impiegava più cinque anni per rispondere alle richieste di cittadinanza, con la nuova legge i tempi rischiano di dilatarsi ancora di più arrivando a sfiorare gli otto anni.

Servizi per Migranti Roma può offrirti assistenza nello svolgimento delle pratiche e assistenza in tutta la documentazione da produrre. Monitoriamo la tua posizione per te e possiamo aiutarti a velocizzare la tua richiesta attraverso il sollecito, la diffida e il ricorso al Tar.

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Si può velocizzare la domanda di cittadinanza? E soprattutto come?

È molto importante che il cittadino straniero si attivi nei confronti della Pubblica Amministrazione al fine di velocizzare i tempi di attesa.

Sotto questo profilo il richiedente ha a disposizione due strumenti: il sollecito e la diffida e il ricorso al Tar.

Il sollecito e la diffida come strumenti per velocizzare la richiesta di cittadinanza

Purtroppo molti stranieri non conoscono i loro diritti e le opportunità che la legge offre per contrastare l’inerzia dell’amministrazione, infatti è fondamentale che, durante il periodo di lavorazione della pratica, il richiedente invii periodicamente lettere di sollecito agli uffici competenti o provveda, se necessario, ad integrare la documentazione già depositata, con nuova documentazione utile alla velocizzazione della pratica.

Il sollecito raramente sortisce la definizione della pratica in pendenza.

Bisogna quindi cercare di impostare la lettera di sollecito in modo più incisivo e per fare ciò è necessario rivolgersi ad un avvocato esperto in materia di cittadinanza la professionalità e l’esperienza dei nostri legali possono anche fare la differenza fra un diniego o l’accoglimento della cittadinanza italiana.

Qualora poi, scaduto il termine di legge di quattro anni, la Pubblica Amministrazione, nonostante i solleciti e le integrazioni, dovesse rimanere in silenzio, lo straniero può procedere con una vera e propria diffida ad adempiere, obbligando l’Amministrazione a rispondere.

Un’ integrazione documentale ed un sollecito della pratica, sono inoltre molto utili anche per quei casi in cui il Ministero degli Interni comunichi un preavviso di rigetto dell’istanza senza una completa motivazione.

In sede di eventuale ricorso al Tar Lazio Roma sulla cittadinanza, si potrà, infatti, opporre di fronte al Giudice l’omessa e carente motivazione dell’eventuale rigetto della domanda, anche in riferimento a tutta la documentazione che è stata proposta.

Come presentare ricorso al TAR contro i ritardi dell’accettazione della richiesta di cittadinanza

Come fare il ricorso al TAR è una questione che essenzialmente riguarda l’avvocato, il quale, munito di procura speciale, deve prima di tutto notificare il ricorso al Ministero dell’Interno, presso l’Avvocatura Generale dello Stato.

Il ricorso al TAR deve essere proposto entro un anno dalla scadenza del termine dei 48 mesi.

Entro i 15 giorni successivi dalla notifica, il ricorso e i relativi documenti vengono depositati telematicamente al TAR, che assegna il numero di registro generale del ricorso.

Per effettuare il ricorso al TAR del Lazio in materia di cittadinanza occorre produrre la seguente documentazione:

  • documento di identità (passaporto o carta di identità);
  • permesso di soggiorno;
  • Documenti della pratica in Prefettura (avvio procedimento, K10, preavviso di rigetto, eventuali altre comunicazioni);
  • Certificato o autocertificazione stato di famiglia;
  • altra documentazione si ritenga utile ai fini del ricorso (contratto di lavoro, riabilitazione penale)

L’obiettivo, come detto, è che se il richiedente possiede i requisiti di legge, la sua cittadinanza arriva con largo anticipo rispetto all’udienza fissata dal Tar.

Sui ricorsi al Tar avverso il silenzio in materia di cittadinanza italiana, ricordiamo che il Giudice competente è sempre il TAR del LAZIO.  Pertanto, Servizi per Migranti, avendo sede a Roma, può proporre ricorso anche per gli stranieri che hanno richiesto la cittadinanza in altre città d’Italia.

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Cittadinanza

Richiesta di cittadinanza

Come richiedere la cittadinanza italiana a Roma

La cittadinanza italiana è uno status al quale l’ordinamento giuridico italiano riconosce la pienezza dei diritti civili e politici. La materia è disciplinata della legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e dal relativo regolamento di esecuzione D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572.

Servizi per Migranti Roma e può offrirvi assistenza nello svolgimento delle pratiche e assistenza in tutta la documentazione da produrre.

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Come si acquisisce la cittadinanza italiana?

L’acquisto della cittadinanza italiana avviene nei seguenti modi.

In via automatica:

  • quando si nasce da genitori italiani;
  • quando si nasce da genitori apolidi o ignoti o da genitori di nazionalità la cui legge non prevede di trasmettere la propria cittadinanza al figlio nato all’estero;
  • per riconoscimento;
  • per adozione.

Su istanza:

  • per residenza
  • per matrimonio

Andiamo ad analizzare come fare domanda di cittadinanza italiana in questi due casi.

Quali sono i requisiti per richiedere cittadinanza italiana?

Ai sensi dell’art. 9, comma 1, della legge 91/1992 è fondamentale che sussista la residenza legale ininterrotta in Italia per il periodo di:

  • 3 anni – nel caso di cittadino straniero nato in Italia o discendente in linea retta di 2° grado di cittadino italiano per nascita;
  • 5 anni – nel caso di cittadino straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano, a decorrere dalla data di adozione. Viene assimilato a questo caso anche quello del figlio di cittadino italiano naturalizzato. In questo caso viene considerato il termine dei 5 anni dalla data di giuramento dello stesso;
  • 5 anni – nel caso di cittadino straniero che ha prestato servizio, anche fuori dal territorio nazionale, alle dipendenze dello stato italiano;
  • 4 anni – nel caso di cittadini appartenenti a stato membro dell’Unione Europea;
  • 5 anni – nel caso di cittadino apolide o rifugiato;
  • 10 anni – per cittadini che non rientrano nei casi precedenti.

Quali sono i documenti necessari per richiedere la cittadinanza italiana?

  • Marca da bollo da Euro 16,00;
  • estratto dell’atto di nascita completo di tutte le generalità con l’indicazione della paternità e maternità del richiedente con relativa traduzione e legalizzazione in lingua italiana;
  • certificati penali del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza con relative traduzioni e legalizzazioni in lingua italiana;
  • fotocopia del permesso/carta di soggiorno (per cittadini extracomunitari), ovvero dell’attestazione di soggiorno (rilasciata dal comune di residenza per cittadini comunitari);
  • modelli fiscali (CUD, UNICO, 730) relativi ai redditi percepiti negli ultimi tre anni per chi si avvale dei redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare. Per tutti i suindicati casi è previsto il possesso di un reddito personale (o dei familiari inserito nello stesso stato di famiglia) negli ultimi 3 anni antecedenti a quello di presentazione della domanda, i cui limiti per ciascun anno sono di: euro 8.263,31 per richiedente senza persone a carico, euro 11.362,05 per richiedente con coniuge a carico, aumentabili de euro 506,00 per ogni ulteriore persona a carico;
  • attestato di conoscenza della lingua italiana livello B1 o superiore (sono esentati i possessori del Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo);
  • copia del versamento del contributo di Euro 250,00 conto corrente postale n.809020 intestato al Ministero dell’Interno – DLCI, causale “cittadinanza”

Per le sole categorie di Apolide e Rifugiato Politico è necessaria la copia del relativo certificato di riconoscimento.

Le generalità riportate nei documenti italiani e in quelli stranieri devono coincidere in tutti gli atti. Pertanto nel caso ci siano delle differenze nei dati riportati (es. cambio cognome dopo il matrimonio, luogo di nascita diverso) occorre produrre idonea documentazione attestante le esatte generalità nonché i motivi che hanno portato a tali cambiamenti (es. certificato di matrimonio e attestazione consolare).

Come ottenere la cittadinanza italiana per matrimonio?

Ai sensi dell’art. 5 legge 91/1992 possono richiedere la cittadinanza italiana i cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani. Devono avere residenza legale di almeno 2 anni dalla data in cui è stato contratto il matrimonio. Nel caso in cui ci siano figli nati o adottati dai coniugi la residenza legale richiesta è di 1 anno.

Documenti necessari per presentare la domanda:

  • modulo di domanda;
  • marca da bollo da Euro 16,00;
  • estratto dell’atto di nascita completo di tutte le generalità con l’indicazione della paternità e maternità del richiedente con relativa traduzione e legalizzazione in lingua italiana;
  • certificati penali del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza con relative traduzioni e legalizzazioni in lingua italiana;
  • attestato di conoscenza di lingua italiana livello B1 o superiore (sono esentati i possessori del Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • fotocopia carta identità italiana;
  • fotocopia passaporto;
  • fotocopia del permesso/carta di soggiorno (per cittadini extracomunitari), ovvero dell’attestazione di soggiorno (rilasciata dal comune di residenza per cittadini comunitari);
  • copia del versamento del contributo di Euro 250,00 conto corrente postale n.809020 intestato al Ministero dell’Interno – DLCI, causale “cittadinanza”.

 

Affidandovi ai nostri avvocati specializzati in diritto di immigrazione fin dalla fase iniziale della presentazione della domanda, sarete seguiti e assistiti da un professionista esperto evitando anni ed anni di attesa per ottenere quello che è un vostro diritto: un provvedimento espresso e motivato sulla vostra domanda di cittadinanza.

I tempi medi di attesa della cittadinanza italiana variavano dai 4 ai 5 anni dalla data di presentazione della domanda. È essenziale assumere un ruolo attivo e propositivo nel procedimento amministrativo.

Lo straniero interessato può affidarci la sola presentazione della domanda o l’intera gestione della pratica, in questo caso Servizi per Migranti provvederà a controllare e sollecitare lo svolgimento della pratica di cittadinanza, in tutte le sue fasi.

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