Come può un cittadino straniero velocizzare i tempi di attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana?

Per effetto del decreto Sicurezza (decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con legge 1 dicembre 2018, n. 132), il termine del procedimento di concessione della cittadinanza è stato elevato da 24 a 48 mesi. Pertanto, se già prima dell’entrata in vigore del decreto Sicurezza il Ministero dell’Interno impiegava più cinque anni per rispondere alle richieste di cittadinanza, con la nuova legge i tempi rischiano di dilatarsi ancora di più arrivando a sfiorare gli otto anni.

Servizi per Migranti Roma può offrirti assistenza nello svolgimento delle pratiche e assistenza in tutta la documentazione da produrre. Monitoriamo la tua posizione per te e possiamo aiutarti a velocizzare la tua richiesta attraverso il sollecito, la diffida e il ricorso al Tar.

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Si può velocizzare la domanda di cittadinanza? E soprattutto come?

È molto importante che il cittadino straniero si attivi nei confronti della Pubblica Amministrazione al fine di velocizzare i tempi di attesa.

Sotto questo profilo il richiedente ha a disposizione due strumenti: il sollecito e la diffida e il ricorso al Tar.

Il sollecito e la diffida come strumenti per velocizzare la richiesta di cittadinanza

Purtroppo molti stranieri non conoscono i loro diritti e le opportunità che la legge offre per contrastare l’inerzia dell’amministrazione, infatti è fondamentale che, durante il periodo di lavorazione della pratica, il richiedente invii periodicamente lettere di sollecito agli uffici competenti o provveda, se necessario, ad integrare la documentazione già depositata, con nuova documentazione utile alla velocizzazione della pratica.

Il sollecito raramente sortisce la definizione della pratica in pendenza.

Bisogna quindi cercare di impostare la lettera di sollecito in modo più incisivo e per fare ciò è necessario rivolgersi ad un avvocato esperto in materia di cittadinanza la professionalità e l’esperienza dei nostri legali possono anche fare la differenza fra un diniego o l’accoglimento della cittadinanza italiana.

Qualora poi, scaduto il termine di legge di quattro anni, la Pubblica Amministrazione, nonostante i solleciti e le integrazioni, dovesse rimanere in silenzio, lo straniero può procedere con una vera e propria diffida ad adempiere, obbligando l’Amministrazione a rispondere.

Un’ integrazione documentale ed un sollecito della pratica, sono inoltre molto utili anche per quei casi in cui il Ministero degli Interni comunichi un preavviso di rigetto dell’istanza senza una completa motivazione.

In sede di eventuale ricorso al Tar Lazio Roma sulla cittadinanza, si potrà, infatti, opporre di fronte al Giudice l’omessa e carente motivazione dell’eventuale rigetto della domanda, anche in riferimento a tutta la documentazione che è stata proposta.

Come presentare ricorso al TAR contro i ritardi dell’accettazione della richiesta di cittadinanza

Come fare il ricorso al TAR è una questione che essenzialmente riguarda l’avvocato, il quale, munito di procura speciale, deve prima di tutto notificare il ricorso al Ministero dell’Interno, presso l’Avvocatura Generale dello Stato.

Il ricorso al TAR deve essere proposto entro un anno dalla scadenza del termine dei 48 mesi.

Entro i 15 giorni successivi dalla notifica, il ricorso e i relativi documenti vengono depositati telematicamente al TAR, che assegna il numero di registro generale del ricorso.

Per effettuare il ricorso al TAR del Lazio in materia di cittadinanza occorre produrre la seguente documentazione:

  • documento di identità (passaporto o carta di identità);
  • permesso di soggiorno;
  • Documenti della pratica in Prefettura (avvio procedimento, K10, preavviso di rigetto, eventuali altre comunicazioni);
  • Certificato o autocertificazione stato di famiglia;
  • altra documentazione si ritenga utile ai fini del ricorso (contratto di lavoro, riabilitazione penale)

L’obiettivo, come detto, è che se il richiedente possiede i requisiti di legge, la sua cittadinanza arriva con largo anticipo rispetto all’udienza fissata dal Tar.

Sui ricorsi al Tar avverso il silenzio in materia di cittadinanza italiana, ricordiamo che il Giudice competente è sempre il TAR del LAZIO.  Pertanto, Servizi per Migranti, avendo sede a Roma, può proporre ricorso anche per gli stranieri che hanno richiesto la cittadinanza in altre città d’Italia.

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